
Città Emigranti Alvito. Atto di opposizione integrale in pdf
Il 18 novembre scorso alcuni consiglieri comunali del gruppo “Giovani X Alvito” hanno depositato al protocollo comunale un atto di opposizione alla variante al Prg del Comune di Alvito finalizzata alla realizzazione della Città Villaggio degli Emigranti Italiani.
L’atto, composto di 11 pagine, individua 9 motivi, che inducono a ritenere la scelta dell’ubicazione del detto intervento sbagliata, illogica e controproducente.
Quali sono?
In sintesi, oltre a contrastare con l’unità del paesaggio, con gli obiettivi generali posti alla base della redazione dello stesso Prg e con il Piano territoriale provinciale generale, motivi questi che pure necessiterebbero di un’attenta valutazione, l’intervento, se realizzato, determinerebbe una consistenza perdita di suolo, con connessa interferenza con la falda idrica, danneggerebbe irrimediabilmente la bellezza panoramica, il valore estetico e tradizionale e di belvedere costituiti dal sito (che è tra i più “ripresi” da cartoline e materiale promozionale, perché consente di testimoniare la “tristratificazione” urbanistica di Alvito, caratteristica unica al mondo) e violerebbe, al contempo, l’interesse archeologico dell’area, non essendosi peraltro realizzati i preventivi saggi archeologici.
L’esame del progetto consente, peraltro, di poter affermare che la “Città-Villaggio” è intesa soltanto come una semplice serie di nuove costruzioni completamente avulse dallo scopo che è stato loro attribuito e che è stato “pubblicizzato”.
In tal senso risulta determinante il quadro economico, dalla cui lettura emergono, tra l’altro, sia una struttura ricettiva di 50 posti letto senza arredamento, priva cioè di letti, armadi, comodini ecc. e quindi di tutto l’indispensabile per la funzione ricettiva, sia una biblioteca, ma priva di scaffali, libri e infrastrutture telematiche.
Va in ogni caso sottolineato che l’atto presentato dal gruppo “Giovani X Alvito” non è volta ad un’opposizione sterile e fine a se stessa.
Unitamente ai motivi sopra evidenziati, l’atto suggerisce, infatti, anche un’alternativa concreta.
Quale?
Muovendo dal presupposto che il finanziamento della “Città-Villaggio” non è vincolato né ad un sito prestabilito né alla costruzione di nuovi edifici, viene proposto che l’intervento vada invece ad interessare gli edifici esistenti ed in abbandono del centro storico, sul modello “albergo diffuso”, riqualificando urbanisticamente lo stesso centro e innestando l’iniziativa nel tessuto socio-economico e produttivo del paese.
Non si tratta semplicemente una proposta di sviluppo sostenibile. Nel modo prospettato, infatti, si eviterebbe che l’eventuale flusso di visitatori circoscrivesse la propria visita alla sola “Città-Villaggio” senza neanche entrare ad Alvito, come è accaduto e accade tuttora tra Montecassino e Cassino.
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