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-Ultimo aggiornamento, 09/07/2005- PAG> Rassegna Stampa
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BOCCIATO DAI CITTADINI
L’IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO
ALVITO (FR) – La volontà popolare, espressa attraverso la
petizione per dire “no” alla realizzazione dell’impianto
di compostaggio in località Porcara, ha messo in crisi la maggioranza
del sindaco Ferrante, che è stato costretto a far revocare, nel
corso del Consiglio comunale del 6 luglio, ben due deliberazioni. Nella
mattinata precedente, infatti, il Comitato per la Difesa della Piana di
Alvito ha ufficialmente comunicato (prot. n. 4515) il ragguardevole numero
di firme raggiunto, in cui spiccano ben 1.127 cittadini residenti soltanto
in Alvito. Questo straordinario successo, che rappresenta un fatto storico
nella vita civile e sociale del paese, e il cui merito va attribuito alla
sensibilità di tutti i firmatari, ha provocato il repentino ripensamento
del Sindaco e della sua maggioranza. Sicché, dopo l’intervento
del consigliere di minoranza Dionisio Paglia, che ha stigmatizzato gli
atti dell’Amministrazione Ferrante tesi ad avallare la realizzazione
del citato impianto e che ha ricordato l’opera di sensibilizzazione
svolta dal Comitato (anche presso la Asl di Frosinone e la Soprintendenza
ai Beni archeologici del Lazio), è stata revocata all’unanimità
la deliberazione n. 50 del 29.11.2004, che ammetteva gli impianti di compostaggio
nelle zone agricole “E”. Tale revoca, del resto, è
stata più volte sollecitata dal Comitato, che, proprio nella mattinata
precedente il Consiglio comunale, ne ha richiesto ufficialmente (prot.
n. 4514) la trattazione, in via straordinaria e d’urgenza, secondo
le forme e i modi previsti dallo Statuto del Comune di Alvito. Il Comitato,
nel ringraziare tutti i cittadini, assicura che vigilerà sia sull’efficacia
della richiamata deliberazione, sia su tutti gli atti collegati all’iter
per l’autorizzazione dell’impianto in oggetto, come di strutture
analoghe, continuando ad impegnarsi per la tutela del patrimonio ambientale,
naturalistico e paesaggistico di Alvito e della Val di Comino.
Il Comitato per la Difesa della
Piana di Alvito
No all’impianto di compostaggio
In una sola settimana 1000 firme - la raccolta
prosegue
ALVITO (FR) – Il comitato ringrazia tutti i cittadini per l’appassionato
sostegno e per le espressioni di apprezzamento e di solidarietà
per l’iniziativa, pervenute dai residenti e titolari di interessi
legittimi in Alvito. Il numero delle firme raggiunto (in una sola settimana),
che supera ogni più rosea aspettativa, testimonia come gli Alvitani
abbiano ben compreso le possibili conseguenze della realizzazione dell’impianto
di compostaggio e il fatto che la petizione, lontana da qualsivoglia strumentalizzazione
politica, sia nata per l’alto fine della tutela dell’ambiente
e della salute pubblica, fine che investe la collettività tutta,
senza distinzioni, e che non può essere svenduto per l’interesse
di pochi a danno dell’intera cittadinanza. La soddisfazione è
ancora maggiore in considerazione del fatto che è la prima occasione
nella vita sociale del paese in cui la cittadinanza è stata coinvolta,
potendo così esprimere democraticamente il proprio parere su un
aspetto di interesse collettivo. Le risibili repliche del sindaco, Giovanni
Diego Ferrante, dimostrano inequivocabilmente l’inconsistenza delle
sue argomentazioni, che si basano esclusivamente su polemiche futili,
anziché fornire smentite e/o chiarimenti sostanziali in merito
alle scelte e alle decisioni assunte dall’Amministrazione sull’impianto
di compostaggio. In merito, per esempio all’accusa di non aver informato
la cittadinanza sin dal maggio 2004, quando è stata richiesta la
prima volta l’autorizzazione per quest’impianto presentandolo
come attività agricola e poi bocciata dalla commissione preposta,
va precisato che i consiglieri di minoranza erano totalmente all’oscuro
di tale istanza e ne sono venuti a conoscenza per la prima volta quando
la stessa è stata ripresentata a febbraio scorso e trasmessa dalla
XIV Comunità Montana alla Provincia a fine marzo 2005. Riguardo
alle gravissime accuse di razzismo, mosse dallo stesso sindaco nei confronti
di chi si oppone alla realizzazione dell’impianto, cioè la
maggior parte dei suoi concittadini, il Comitato ritiene che non debbano
entrare nel nostro territorio rifiuti di qualsiasi tipo provenienti da
qualunque altra regione d’Italia; il Comitato inoltre, distante
da ogni logica razzista, esprime totale solidarietà alla popolazione
della Campania, afflitta da gravi problemi di inquinamento ambientale
causato anche dal proliferare di discariche abusive. Il Comitato ritiene
importante continuare a firmare, finché non verrà ufficialmente
comunicata dall’Amministrazione comunale la scelta di non consentire
la realizzazione dell’impianto, a partire dalla revoca della delibera
consiliare n. 50 del 29.11.2004, che ammette in zona agricola “gli
impianti di compostaggio comportanti smaltimenti di reflui provenienti
esclusivamente da aziende agricole o reflui di trasformazione di prodotti
agricoli”. Essa esclude, tra l’altro, che l’impianto
in questione possa trattare la parte organica dei rifiuti solidi urbani,
con la conseguente possibilità di riduzione della tassa per lo
smaltimento dei rifiuti stessi, così come prospettato dal sindaco
Ferrante.
I Consiglieri comunali di minoranza
e il Comitato per la Difesa della Piana di Alvito
No alla piana dei rifiuti
Una firma per Alvito
Ufficialmente non è una discarica, ma potrebbe diventarlo presto.
A Porcara, località della piana di Alvito, situata nel Parco Nazionale
d’ Abruzzo, Lazio e Molise – nel cuore della Valle di Comino
- sta per essere realizzato un impianto di riciclaggio dei rifiuti speciali,
per lo più di natura organica, destinato alla produzione di concimi
e composti.
La società costruttrice arriva da Marcianise, in provincia di Caserta,
e si è impegnata ad acquistare il lotto di terreno agricolo dall’attuale
proprietario, il Sindaco Giovanni Ferrante. Proprio per permettere la
costruzione dell’impianto, a novembre il Consiglio Comunale ha deliberato
di ammettere in zona agricola «gli impianti di compostaggio comportanti
smaltimenti di reflui provenienti esclusivamente da aziende agricole o
reflui di trasformazione di prodotti agricoli».
Nonostante un’interrogazione scritta al Sindaco, riproposta in Consiglio
Comunale, non abbiamo ottenuto dalla maggioranza alcun chiarimento né
sull’attività che la società intende avviare né
sulla potenzialità e caratteristiche specifiche dell’impianto
né sul bacino territoriale di provenienza dei rifiuti. Nessuno
è stato in grado di indicare un solo nome di un’impresa locale
che avesse manifestato la necessità di smaltire questo tipo di
rifiuti speciali.
Chi ci assicura, allora, che i rifiuti non arriveranno da altre regioni
e in particolare dalla Campania, dove ha sede la ditta e dove massiccia
è la presenza di aziende agro-alimentari?
Chi ci garantisce, visti gli innumerevoli precedenti in campo nazionale
e in Campania in particolare, che l’impianto non si trasformerà
nell’ennesima discarica di rifiuti speciali, compresi quelli pericolosi?
Chi, se non i nostri amministratori, dovrebbe proteggere quest’area
di pregio – ben visibile dalle piazze centrali del paese –
dalla prospettiva di diventare la “pattumiera” delle Regioni
vicine?
Anche nella migliore delle ipotesi – e cioè che l’impianto
tratti effettivamente soltanto rifiuti di natura organica – dovremo
fare i conti con odori cattivi e persistenti e con la proliferazione di
topi e zanzare, attratti dai cumuli di materiale organico. Altro che sviluppo
turistico!
In Consiglio Comunale, alla nostra richiesta di chiarire i vantaggi per
la comunità, ci è stato risposto che l’impianto porterà
«un incremento dell’occupazione». Ebbene, ci siamo informati:
nella relazione tecnica del progetto, si prevede l’impiego di cinque
lavoratori, di cui due amministrativi e tre operai. Senza nessuna garanzia
che siano di Alvito.
Il territorio è un patrimonio nostro e dei nostri figli: abbiamo
l’obbligo di tutelarlo.
Per questo intendiamo lanciare, con il supporto di un Comitato sostenitore,
la sottoscrizione di una petizione indirizzata al Sindaco, al quale chiediamo
di non autorizzare la costruzione dell’impianto.
Per dire “no” alla piana dei rifiuti è determinante
l’adesione al Comitato di quanti, sensibili al problema, vogliano
partecipare attivamente all’iniziativa.
I Consiglieri comunali di minoranza
e il Comitato per la Difesa della Piana di Alvito
Contatti: salviamolapiana@email.it
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